Progettazione
Progettare contenuti per il digital signage: 10 regole per schermi leggibili
La maggior parte degli schermi non fallisce per la tecnica, ma per la diapositiva che mostra. Dieci regole su dimensione dei caratteri, contrasto, animazione, durata e feed di dati, collaudate nella pratica.
Uno schermo non è un manifesto né un sito web. Sta più lontano, si vede di passaggio e gira senza intervento. I contenuti che vediamo nelle consulenze sono quasi sempre progettati per il monitor della scrivania – e lì hanno un bell'aspetto. Sull'apparecchio all'ingresso ne resta poco. Queste dieci regole risolvono i problemi più frequenti.
Leggibilità: caratteri, distanza, contrasto
Regola 1 – Dimensione dei caratteri secondo la distanza di osservazione. Come regola pratica vale un centimetro di altezza dei caratteri ogni 1,2 metri di distanza per una lettura comoda. Per un display da 55 pollici in Full HD risulta:
| Distanza di osservazione | Altezza caratteri | corrisponde circa a |
|---|---|---|
| 2 metri | 2 cm | 30 pixel |
| 5 metri | 4–5 cm | 70 pixel |
| 10 metri | 8–9 cm | 135 pixel |
Regola 2 – Contrasto. Testo chiaro su fondo scuro o viceversa, con rapporto di almeno 4,5 a 1 come nei siti accessibili. Grigio su bianco e giallo su bianco spariscono del tutto alla luce del giorno.
Regola 3 – Al massimo 20 parole per immagine. Un titolo, una frase, un invito all'azione. Ciò che ha bisogno di più testo va sul sito web o nel colloquio – il codice QR ci porta.
Movimento e durata
Regola 4 – Animazione con parsimonia. Il movimento attira lo sguardo, troppo lo allontana. Un elemento per immagine può muoversi, il testo sta fermo. I testi scorrevoli si leggono a stento da due metri e sembrano un ticker degli anni Novanta.
Regola 5 – Durata per immagine: 8–12 secondi per il testo, 5–8 per le sole immagini. Più breve e chi aspetta non riesce a leggere, più lunga e lo schermo sembra bloccato.
Regola 6 – Adattare la lunghezza del loop al tempo di permanenza. In vetrina 30–60 secondi, in sala d'attesa 8–12 minuti, in mensa metà della pausa pranzo.
Formato e materiale fotografico
Regola 7 – Progettare per il formato di destinazione. Il verticale non è un orizzontale ruotato; ripartizione, inquadratura e scorrimento del testo cambiano. Creiamo ogni modello in entrambi i formati.
Regola 8 – Foto a piena risoluzione, niente screenshot, niente grafiche dal telefono. Un'immagine di 1920 per 1080 pixel per il Full HD, 3840 per 2160 per il 4K. I loghi sfocati sono il dettaglio che correggiamo più spesso.
Automatismi e marchio
Regola 9 – Feed di dati invece di lavoro manuale. Meteo, ora, orari d'apertura, menu del giorno, tempi d'attesa, notizie, post dai social e calendario si possono integrare come feed e si aggiornano da soli. Uno schermo che resta attuale senza cura sopravvive al quotidiano – uno che mostra le promozioni settimanali del mese scorso fa danno.
Regola 10 – Colare il corporate design nei modelli. Colori, font, posizione del logo e stile delle immagini si definiscono una volta come modello; il team poi compila solo testo e immagine. Così la presenza resta uniforme, anche se tre persone curano i contenuti.
La prova pratica prima della messa in onda
Mettetevi con l'immagine finita sull'apparecchio alla distanza che ha davvero la vostra clientela e leggete ad alta voce. Ciò che non cogliete in tre secondi va via. Seconda prova: guardare lo schermo alla luce del giorno, non la sera in ufficio. Terza prova: chiedere a una persona che non conosce il contenuto che cosa ha visto.
Conclusione
Caratteri grandi, alto contrasto, poco testo, movimento calmo, modelli fissi e più automatismi possibile – così i contenuti funzionano su ogni schermo. Costruiamo modelli nel corporate design dei nostri clienti e integriamo feed di dati; la prova della distanza la facciamo direttamente da voi.
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