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Diritto

nLPD per i siti web: che cosa le PMI devono davvero attuare

Da settembre 2023 vale la legge riveduta sulla protezione dei dati. Che cosa è obbligatorio per il vostro sito, che cosa fa solo bella figura – e la checklist per il prossimo appuntamento.

Online3 minAggiornato
nLPD per i siti web: che cosa le PMI devono davvero attuare

Dal 1° settembre 2023 vale la legge riveduta sulla protezione dei dati. Nelle consulenze sentiamo da allora quasi ogni settimana la stessa domanda: «Adesso serve anche a noi un banner per i cookie?» La risposta è più breve di quanto molti si aspettino – e il vero lavoro sta altrove.

Che cosa la nLPD richiede a un sito web

La legge federale riveduta sulla protezione dei dati pone tre esigenze: trasparenza, vincolo dello scopo e sicurezza. Tradotto per un sito web significa: dite in modo comprensibile quali dati personali raccogliete, a che scopo li usate e a chi vengono trasmessi. Diversamente dal GDPR europeo, la nLPD per la normale misurazione dell'audience non richiede un consenso preventivo, ma un'informazione chiara. Chi però si rivolge a clientela nell'UE ricade in più sotto il GDPR – e allora vale il regime più severo.

Un banner in Svizzera non è prescritto in generale. Un vero consenso serve dove i dati fluiscono a terzi per scopi pubblicitari – con pixel di remarketing, con il tracciamento delle conversioni delle reti pubblicitarie o con servizi incorporati che creano profili. Per i cookie tecnici come carrello, login o scelta della lingua non serve consenso. Importante: se usate un banner, «Rifiuta» dev'essere raggiungibile con la stessa facilità di «Accetta», e gli script possono caricarsi solo dopo il consenso. Un banner che non blocca nulla è decorazione e crea più responsabilità che protezione.

Analytics, font e mappe

Tre classici dalla nostra pratica di verifica:

  • Analytics va nell'informativa sulla privacy, compresa l'indicazione della trasmissione negli USA.
  • I Google Fonts dal server di Google trasmettono l'indirizzo IP di ogni visitatore. Integrare i font localmente richiede mezz'ora e velocizza in più la pagina.
  • Una mappa incorporata invia subito dati a Google. Meglio un'anteprima con clic per caricare. Lo stesso vale per i video incorporati.

Moduli di contatto e newsletter

Per il modulo vale: raccogliere solo ciò che serve davvero. Ogni campo obbligatorio in più abbassa il tasso di conclusione e aumenta l'obbligo di motivazione. Un'indicazione sotto il pulsante di invio, dove vanno i dati e per quanto restano, basta. Per la newsletter consigliamo il double opt-in: mail di conferma, marca temporale registrata, link di cancellazione in ogni invio. Non è solo pulito dal punto di vista della protezione dei dati, protegge anche da contestazioni secondo la legge contro la concorrenza sleale.

Chi è responsabile

Responsabile è sempre l'azienda – non l'agenzia e non l'hoster. Chi tratta dati per vostro conto, quindi hosting, strumento newsletter, sistema shop o contabilità, va in una lista con scopo, tipo di dati e ubicazione del server. Da 250 collaboratori un registro dei trattamenti è obbligatorio; lo consigliamo anche a tutti gli altri, perché la panoramica fa risparmiare tempo a ogni richiesta.

Checklist per il prossimo appuntamento sul sito web

  • Informativa sulla privacy aggiornata, comprensibile e raggiungibile da ogni pagina
  • Lista di tutti i servizi integrati con ubicazione del server
  • Font in locale, mappe e video solo al clic
  • Banner solo se blocca davvero – con un «Rifiuta» equivalente
  • Campi del modulo ridotti al necessario, termini di cancellazione fissati
  • Contratti di trattamento su mandato con hoster e strumenti

Conclusione

La nLPD non è una minaccia, ma un invito all'ordine. Chi sa quali servizi girano sul proprio sito ha fatto la parte maggiore. Percorriamo questa lista con la clientela di Soletta e Berna in un appuntamento e fissiamo che cosa resta e che cosa sparisce.

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